lunedì 2 marzo 2026

Viaggio nei Balcani 2026 - dal 7 al 13 giugno

 

 
Il viaggio nei Balcani dal 07 al 13 giugno 2026, organizzato dall'associazione Buongiorno Bosnia in collaborazione con Lungo la Rotta Balcanica, avrà come tappe principali Jasenovac (Croazia), Belgrado (Serbia), Srebrenica e Tuzla (BiH).
Incontreremo persone testimoni dirette degli eventi accaduti negli anni '90, visitando luoghi della Storia e della Memoria, associazioni e attivisti che da anni si battono per i diritti umani nel proprio Paese fino alle recenti proteste nate dal basso dai movimenti studenteschi e collettivi in Serbia.
Uno dei temi d'indagine di quest'anno sarà il nazionalismo, le sue varie declinazioni e diramazioni in diversi contesti storici e territoriali a partire dagli anni '40, quali caratteristiche li accomunano, quali possono essere le variabili di contesto a rappresentare un possibile vaccino. Verso quale Europa stiamo andando e verso cui Paesi come Serbia e Bosnia si affacciano? Quella dei genocidi, del negazionismo, di nuovi/vecchi autoritarismi o quella in cui le popolazioni richiedono svolte e ritorni al piano democratico? Ma con quali istanze e con quali riflessioni rispetto al recente passato e ai rapporti con le popolazioni vicine o in movimento lungo le rotte migratorie?
Ci aiuteranno a orientarci su tali questioni, docenti universitari, giuriste, giornalisti e membri della società civile serba e bosniaca. Ad accompagnare il viaggio ci saranno diversi membri dell'associazione e, come ogni anno, Andrea Rizza Goldstein. Esperto di Balcani, formatore e mediatore linguistico/culturale, attraverso le sue conoscenze e le sue lenti ci permetterà di entrare più a fondo nelle varie situazioni che vivremo durante il percorso.
A Belgrado e a Tuzla pernotteremo in hotel mentre a Srebrenica saremo ospiti di famiglie che a 30 anni di distanza continuano a vivere e resistere in un perenne stato di post conflitto nel teatro di un genocidio, la loro testimonianza rappresenta quindi un presidio della Memoria e un monito per il presente.
 
La partenza è prevista dalla stazione degli autobus/treni di Mestre (Ve) domenica 7 giugno alle 6 del mattino, il rientro è previsto per sabato 13 giugno nel tardo pomeriggio. 

Quota di partecipazione


La quota include sistemazione per 6 notti mezza pensione, pullman, accompagnamento, contributi per associazioni locali e testimoni (resta escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti, ingresso ai musei): 600€ a persona*

*riduzione a 500 euro fino ad esaurimento posti dedicati, per giovani under 30 e volontari/e del Servizio Civile

 

NB. Per l'ingresso in Serbia e Bosnia ed Erzegovina (Paese extra Ue) sono necessari il passaporto e/o la carta di identità valida per l'espatrio


Per completare l'iscrizione è necessario:

1. effettuare bonifico di 200 euro come acconto sul conto dell'associazione Buongiorno Bosnia Dobardan Venecija (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. compilare il seguente form

https://forms.gle/ZRSzmc4QUGLzeKKA8


NB. L'iscrizione al viaggio è valida solo ad acconto inviato

ABBIAMO RAGGIUNTO LIMITE ISCRIZIONI

per qualunque altra informazione e approfondimento scrivete a buongiorno.bosnia@gmail.com

 

Programma (In aggiornamento)

 

domenica 7 giugno

-Ritrovo e partenza dalla stazione degli autobus di Mestre (lato stazione treni) h 6

-Tappa al memoriale di Jasenovac (HR) h 11

-Arrivo a Belgrado e sistemazione in hotel Belgrade City Hotel h 18.30

lunedì 8 giugno

-incontro con Humanitarian Law Center

-pranzo hotel

-visita al Muzej90 e incontro con Dubravka Stojanovic sui movimenti di protesta degli anni '90 e quelli dell'attualità 

-cena libera in centro 

martedì 9 giugno 

-partenza da Belgrado h 8

-tappa a Valjevo, memoriale anni '40

-tappa a Loznica (o Bijeljina) NN Groblije h 12

-incontro con Zijo Ribić al villaggio di Skočić h 14

-arrivo a Srebrenica, tour App 2.0 e sistemazione in famiglia h 17

-19.30 cena e incontro a cura di Sara Srebrenica 

mercoledì 10 giugno 

-visita al memoriale di Potočari h 9 

-pranzo al sacco 

-spostamento verso Osmače h 15

-debriefing e incontro con Muhamed Avdič h17  

-cena contadina h 20

giovedì 11 giugno 

-incontro con Edin Ikanović (negazionismo) e Nura Begović (Madri di Srebrenica) presso Memoriale di Potočari h 9

-trasferimento verso Tuzla, tappa a Bratunac h 11

-sistemazione e pranzo nella pensione/hotel Kipovi h 13

-incontro con Dragan Bursać (Nazionalismo, identità, antifascismo)  h 15

-giro in centro storico h 18

-cena libera 

venerdì 12 giugno

-visita presso centro identificazione ICM-PIP h 10

-pranzo in hotel h 12.30

-introduzione sulla Rotta Balcanica h 15

- incontro con Nihad Suljić (associazione Djeluj) e Senad Pirić (giornalista) attivisti e volontari nella prima accoglienza alle persone in movimento e tanto altro... h 15.30

-debriefing finale h 18

-cena libera

sabato 13 giugno 

-partenza da Tuzla h 7 

- arrivo a Mestre (stazione bus) h 19 circa 

 

 

Il Humanitarian Law Center (HLC) è un’organizzazione non governativa fondata a Belgrado nel 1992, specializzata nella documentazione sistematica dei crimini di guerra e delle violazioni dei diritti umani nei conflitti della ex-Jugoslavia. Svolge attività di ricerca, raccolta di prove e archiviazione di testimonianze, utilizzate in procedimenti giudiziari nazionali e internazionali. Ha contribuito in modo rilevante all’accertamento delle responsabilità individuali davanti al Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (ICTY). L’HLC promuove inoltre processi di dealing with the past, giustizia transizionale, accountability istituzionale e riconoscimento pubblico delle vittime.

Nataša Kandić, sociologa, attivista serba per i diritti umani e fondatrice del Humanitarian Law Center di Belgrado. È nota per il lavoro pionieristico nella documentazione e denuncia dei crimini di guerra nei conflitti della ex-Jugoslavia e per il sostegno alle vittime. È una figura centrale nella promozione della giustizia transizionale e nei processi di dealing with the past in ex-Jugoslavia. Il suo impegno ha spesso suscitato forti opposizioni nel contesto politico nazionalista serbo.

Dubravka Stojanović, storica, docente all’Università di Belgrado, specializzata in storia contemporanea e storia della Serbia nei secoli XIX e XX. La sua ricerca si concentra su modernizzazione, nazionalismo e costruzione delle élite politiche, con un approccio critico verso le narrazioni nazionaliste dominanti. È una delle principali voci pubbliche in Serbia nel campo della revisione critica della storia e del rapporto tra passato e politica. Ha partecipato attivamente al dibattito sulla responsabilità per le guerre degli anni Novanta e sui processi di giustizia transizionale. Il suo lavoro combina ricerca accademica, intervento pubblico e impegno civico nel campo della cultura storica.


Edin Ikanović, giurista, ricercatore e operatore del Memorial Center Srebrenica, impegnato nella documentazione, educazione e public history sul genocidio di Srebrenica. Responsabile della redazione del dossier annuale sul negazionismo del genocidio, un lavoro di monitoraggio e analisi delle narrazioni negazioniste e revisioniste nello spazio pubblico e politico.

Nura Begović, attivista bosniaca per i diritti umani e tra le fondatrici dell’associazione delle Madri di Srebrenica, impegnata nella ricerca della verità e della giustizia per le vittime del genocidio del luglio 1995. È attiva nel sostegno ai familiari delle vittime, nei processi di identificazione dei dispersi e nelle iniziative di memoria pubblica. Rappresenta una delle voci più persistenti della società civile bosniaca nel confronto con il passato.


Dragan Bursać, nato nel 1975 a Bihać. Cresciuto a Bosanski Petrovac, sulle pendici del Grmeć. Nel 1994 fu mobilitato “punitivamente” (in quanto non puro serbo) nell’Esercito della Republika Srpska, esperienza di cui scrive apertamente e che ha determinato il suo impegno civile successivo. Scrittore e giornalista, è tra le voci critiche più autorevoli contro i nazionalismi e la continuità ideologica che hanno condotto ai crimini degli anni Novanta e per questo spesso è messo sotto protezione per le minacce legate al suo lavoro di denuncia. Dal 1998 si occupa di giornalismo, ha lavorato, tra gli altri per Radio Banja Luka, BUKA, Radio Sarajevo, ed è editorialista per Al Jazeera Balkans. Nel 2002 si è laureato alla Facoltà di Filosofia di Banja Luka. È professore di filosofia e sociologia. Dal 2021 è membro del PEN Center di Bosnia ed Erzegovina (World Association of Writers). Nel 2018 è 140 stato insignito dell’European Press Prize. Tra i suoi libri PTSP spomenar (Album dei ricordi della sindrome posttraumatica da stress), 2019, Čekajući Dylan Doga u Srebrenici (Aspettando Dylan Dog a Srebrenica), 2022 e Kolumne iz tame regiona (Editoriali dalle tenebre della regione), 2024. Bursać dice di sé, che lui non è cambiato dalla fine degli anni Ottanta. Vive ancora oggi dell’eredità antifascista nella quale è cresciuto. Ma nelle società che hanno tradito sé stesse e hanno compiuto una spericolata acrobazia nazionalista collettiva, trasformandosi da multiculturali in ultranazionaliste, lui viene respinto e disprezzato da coloro che un tempo, almeno a parole, lottavano per le stesse idee. Oppure, come dicono nei film western: in una città dove sono tutti matti e tu resti lucido, dichiareranno pazzo proprio te.

Nihad Suljić, attivista bosniaco per i diritti umani e fondatore della ong Djeluj, con sede a Tuzla. Si occupa fin dal 2018 di fornire quotidiano sostegno alle persone sulla rotta balcanica in transito e stanziali nella sua città e negli ultimi anni si è dedicato del diritto alla verità per i morti e dispersi lungo i confini bosniaci con Croazia e Serbia. La sua opera è riconosciuta in tutti i Paesi balcanici

Extras e info logistiche


Pasti:










Musei:

il trattamento previsto è mezza pensione (pernottamento con colazione più un pasto al giorno compreso nella quota di viaggio). 1 pasto al giorno è a carico dei partecipanti (pasti liberi). Per questioni organizzative alcuni pasti liberi a carico dei partecipanti verranno organizzati/facilitati. Il prezzo di un pasto completo al ristorante in Serbia e Bosnia-Erzegovina è sui 15-20,00€ a testa.


I pasti durante i viaggi in pullman di andata e ritorno ITA-SRB-BiH-ITA sono a carico dei partecipanti (il pullman effettuerà delle soste in autogrill oppure ci si può dotare di lunch-packet per i viaggi in pullman di andata e ritorno).


a Belgrado è prevista l’entrata al Muzej90. Il prezzo dei biglietti è di circa 6,00/7,00 € (in Dinari serbi) a persona.Eventuale ingresso al Museo della Jugoslavia (da verificare) ha costo di 13 euro (in dinari serbi)


Documenti:

per i cittadini italiani basta carta d’identità valida per l’espatrio [e in buone condizioni!!], preferibilmente carta d’identità elettronica, o il passaporto. Verificare le date di scadenza/validità dei documenti di identità. I tempi di viaggio previsti sia in andata, che al ritorno, potranno subire variazioni in base a quanto tempo si perderà nei controlli alle frontiere (con i documenti elettronici va più veloce). Per eventuali cittadini stranieri: verificare presso la propria Ambasciata i documenti necessari per espatrio e transito in SLO-HR-SRB-BiH. L’organizzazione non si assume responsabilità per problemi dei passeggeri con documenti in cattive condizioni, scaduti o in scadenza non validi per l’espatrio.


Clima:

continentale [simile al nostro]. Nei giorni precedenti al viaggio verrà fornita una previsione meteo indicativa per attrezzarsi adeguatamente con l’abbigliamento.


Valuta:

1 Euro vale circa 117 Dinari Serbi [RSD] e il Marco convertibile bosniaco [nome internazionale BAM – in lingua locale KM] vale circa la metà rispetto all’Euro [corso: 1,00 € = 1,958 BAM/KM]. Gli €uro sono accettati quasi ovunque: prevedere di portarsi dietro tagli piccoli max 50,00€. Si trovano senza problemi cambiavalute e bancomat [che erogano valuta locale e le commissioni per i prelievi esteri possono essere onerose, dai 4 euro in su]. Non è scontata la possibilità di pagare ovunque con POS/Bancomat.


Telefono:





Internet:

la Serbia e la Bosnia-Erzegovina sono fuori dagli accordi europei sul roaming. Si consiglia di informarsi presso il proprio operatore telefonico per una tariffa conveniente. Controllare [staccare] la connessione dati per evitare spiacevoli sorprese all’entrata in Serbia e Bosnia-Erzegovina.


E' molto diffuso e disponibile pressoché ovunque il free Wi-fi [hotel, ristoranti, bar, ecc.]. All’arrivo in Bosnia-Erzegovina verrà consigliato ai partecipanti l’acquisto di una scheda Tourist-internet per avere la portabilità della connessione (costo di una scheda internet locale circa 10,00€). In alternativa valutare le diverse offerte per e-sim.


Cibo:

la cucina balcanica è prevalentemente a base di carne: segnalare eventuali regimi alimentari veg* oltre a intolleranze alimentari da comunicare agli alberghi e ristoranti per i pasti organizzati.


Pernotti:

a Belgrado e Tuzla saremo alloggiati in hotel. A Srebrenica saremo alloggiati in famiglia. La biancheria da letto, asciugamani e le colazioni sono comprese.


Dress code:

nei luoghi sacri islamici e al Memorial Center Srebrenica (parte sacrale), per le donne è richiesto il capo coperto (velo, foulard) e per gli uomini i pantaloni almeno sotto al ginocchio, comunque per tuttə un abbigliamento adeguato 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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