lunedì 11 maggio 2026

Proiezioni di "Sarajevo Safari"

 

 
Arriva anche a Mestre e Venezia il documentario di Miran Zupanič "Sarajevo Safari", che racconta una delle tante pagine oscure del conflitto degli anni '90, durante l'assedio di Sarajevo. Ricchi occidentali, anche italiani, pagavano ingenti somme per poter essere accompagnati sulle colline tra le linee dell'esercito serbo-bosniaco e poter sparare ai civili inermi. Attraverso interviste e immagine d'epoca, emergono verità nascoste, omertà e una serie di zone grigie, oltre alle conseguenze su sopravvissuti e famiglie alla ricerca di un perché.
 
Il documentario verrà proiettato a tre orari (17-19-21) il giorno martedì 12 maggio al cinema Dante di Mestre e il giorno martedì 19 maggio al cinema Giorgione a Venezia. Entrambe le iniziative sono promosse da Circuito Cinema Venezia all'interno delle giornate della regione Veneto, con biglietti d'ingresso a 4 euro.
L'iniziativa è costruita in collaborazione con Buongiorno Bosnia, l'associazione Lungo la Rotta Balcanica e l'APS 041 

lunedì 2 marzo 2026

Viaggio nei Balcani 2026 - dal 7 al 13 giugno

 

 
Il viaggio nei Balcani dal 07 al 13 giugno 2026, organizzato dall'associazione Buongiorno Bosnia in collaborazione con Lungo la Rotta Balcanica, avrà come tappe principali Jasenovac (Croazia), Belgrado (Serbia), Srebrenica e Tuzla (BiH).
Incontreremo persone testimoni dirette degli eventi accaduti negli anni '90, visitando luoghi della Storia e della Memoria, associazioni e attivisti che da anni si battono per i diritti umani nel proprio Paese fino alle recenti proteste nate dal basso dai movimenti studenteschi e collettivi in Serbia.
Uno dei temi d'indagine di quest'anno sarà il nazionalismo, le sue varie declinazioni e diramazioni in diversi contesti storici e territoriali a partire dagli anni '40, quali caratteristiche li accomunano, quali possono essere le variabili di contesto a rappresentare un possibile vaccino. Verso quale Europa stiamo andando e verso cui Paesi come Serbia e Bosnia si affacciano? Quella dei genocidi, del negazionismo, di nuovi/vecchi autoritarismi o quella in cui le popolazioni richiedono svolte e ritorni al piano democratico? Ma con quali istanze e con quali riflessioni rispetto al recente passato e ai rapporti con le popolazioni vicine o in movimento lungo le rotte migratorie?
Ci aiuteranno a orientarci su tali questioni, docenti universitari, giuriste, giornalisti e membri della società civile serba e bosniaca. Ad accompagnare il viaggio ci saranno diversi membri dell'associazione e, come ogni anno, Andrea Rizza Goldstein. Esperto di Balcani, formatore e mediatore linguistico/culturale, attraverso le sue conoscenze e le sue lenti ci permetterà di entrare più a fondo nelle varie situazioni che vivremo durante il percorso.
A Belgrado e a Tuzla pernotteremo in hotel mentre a Srebrenica saremo ospiti di famiglie che a 30 anni di distanza continuano a vivere e resistere in un perenne stato di post conflitto nel teatro di un genocidio, la loro testimonianza rappresenta quindi un presidio della Memoria e un monito per il presente.
 
La partenza è prevista dalla stazione degli autobus/treni di Mestre (Ve) domenica 7 giugno alle 6 del mattino, il rientro è previsto per sabato 13 giugno nel tardo pomeriggio. 

Quota di partecipazione


La quota include sistemazione per 6 notti mezza pensione, pullman, accompagnamento, contributi per associazioni locali e testimoni (resta escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti, ingresso ai musei): 600€ a persona*

*riduzione a 500 euro fino ad esaurimento posti dedicati, per giovani under 30 e volontari/e del Servizio Civile

 

NB. Per l'ingresso in Serbia e Bosnia ed Erzegovina (Paese extra Ue) sono necessari il passaporto e/o la carta di identità valida per l'espatrio


Per completare l'iscrizione è necessario:

1. effettuare bonifico di 200 euro come acconto sul conto dell'associazione Buongiorno Bosnia Dobardan Venecija (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. compilare il seguente form

https://forms.gle/ZRSzmc4QUGLzeKKA8


NB. L'iscrizione al viaggio è valida solo ad acconto inviato

ABBIAMO RAGGIUNTO LIMITE ISCRIZIONI

per qualunque altra informazione e approfondimento scrivete a buongiorno.bosnia@gmail.com

 

Programma (In aggiornamento)

 

domenica 7 giugno

-Ritrovo e partenza dalla stazione degli autobus di Mestre (lato stazione treni) h 6

-Tappa al memoriale di Jasenovac (HR) h 11

-Arrivo a Belgrado e sistemazione in hotel Belgrade City Hotel h 18.30

lunedì 8 giugno

-incontro con Humanitarian Law Center

-pranzo hotel

-visita al Muzej90 e incontro con Dubravka Stojanovic sui movimenti di protesta degli anni '90 e quelli dell'attualità 

-cena libera in centro 

martedì 9 giugno 

-partenza da Belgrado h 8

-tappa a Valjevo, memoriale anni '40

-tappa a Loznica (o Bijeljina) NN Groblije h 12

-incontro con Zijo Ribić al villaggio di Skočić h 14

-arrivo a Srebrenica, tour App 2.0 e sistemazione in famiglia h 17

-19.30 cena e incontro a cura di Sara Srebrenica 

mercoledì 10 giugno 

-visita al memoriale di Potočari h 9 

-pranzo al sacco 

-spostamento verso Osmače h 15

-debriefing e incontro con Muhamed Avdič h17  

-cena contadina h 20

giovedì 11 giugno 

-incontro con Edin Ikanović (negazionismo) e Nura Begović (Madri di Srebrenica) presso Memoriale di Potočari h 9

-trasferimento verso Tuzla, tappa a Bratunac h 11

-sistemazione e pranzo nella pensione/hotel Kipovi h 13

-incontro con Dragan Bursać (Nazionalismo, identità, antifascismo)  h 15

-giro in centro storico h 18

-cena libera 

venerdì 12 giugno

-visita presso centro identificazione ICM-PIP h 10

-pranzo in hotel h 12.30

-introduzione sulla Rotta Balcanica h 15

- incontro con Nihad Suljić (associazione Djeluj) e Senad Pirić (giornalista) attivisti e volontari nella prima accoglienza alle persone in movimento e tanto altro... h 15.30

-debriefing finale h 18

-cena libera

sabato 13 giugno 

-partenza da Tuzla h 7 

- arrivo a Mestre (stazione bus) h 19 circa 

 

 

Il Humanitarian Law Center (HLC) è un’organizzazione non governativa fondata a Belgrado nel 1992, specializzata nella documentazione sistematica dei crimini di guerra e delle violazioni dei diritti umani nei conflitti della ex-Jugoslavia. Svolge attività di ricerca, raccolta di prove e archiviazione di testimonianze, utilizzate in procedimenti giudiziari nazionali e internazionali. Ha contribuito in modo rilevante all’accertamento delle responsabilità individuali davanti al Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (ICTY). L’HLC promuove inoltre processi di dealing with the past, giustizia transizionale, accountability istituzionale e riconoscimento pubblico delle vittime.

Nataša Kandić, sociologa, attivista serba per i diritti umani e fondatrice del Humanitarian Law Center di Belgrado. È nota per il lavoro pionieristico nella documentazione e denuncia dei crimini di guerra nei conflitti della ex-Jugoslavia e per il sostegno alle vittime. È una figura centrale nella promozione della giustizia transizionale e nei processi di dealing with the past in ex-Jugoslavia. Il suo impegno ha spesso suscitato forti opposizioni nel contesto politico nazionalista serbo.

Dubravka Stojanović, storica, docente all’Università di Belgrado, specializzata in storia contemporanea e storia della Serbia nei secoli XIX e XX. La sua ricerca si concentra su modernizzazione, nazionalismo e costruzione delle élite politiche, con un approccio critico verso le narrazioni nazionaliste dominanti. È una delle principali voci pubbliche in Serbia nel campo della revisione critica della storia e del rapporto tra passato e politica. Ha partecipato attivamente al dibattito sulla responsabilità per le guerre degli anni Novanta e sui processi di giustizia transizionale. Il suo lavoro combina ricerca accademica, intervento pubblico e impegno civico nel campo della cultura storica.


Edin Ikanović, giurista, ricercatore e operatore del Memorial Center Srebrenica, impegnato nella documentazione, educazione e public history sul genocidio di Srebrenica. Responsabile della redazione del dossier annuale sul negazionismo del genocidio, un lavoro di monitoraggio e analisi delle narrazioni negazioniste e revisioniste nello spazio pubblico e politico.

Nura Begović, attivista bosniaca per i diritti umani e tra le fondatrici dell’associazione delle Madri di Srebrenica, impegnata nella ricerca della verità e della giustizia per le vittime del genocidio del luglio 1995. È attiva nel sostegno ai familiari delle vittime, nei processi di identificazione dei dispersi e nelle iniziative di memoria pubblica. Rappresenta una delle voci più persistenti della società civile bosniaca nel confronto con il passato.


Dragan Bursać, nato nel 1975 a Bihać. Cresciuto a Bosanski Petrovac, sulle pendici del Grmeć. Nel 1994 fu mobilitato “punitivamente” (in quanto non puro serbo) nell’Esercito della Republika Srpska, esperienza di cui scrive apertamente e che ha determinato il suo impegno civile successivo. Scrittore e giornalista, è tra le voci critiche più autorevoli contro i nazionalismi e la continuità ideologica che hanno condotto ai crimini degli anni Novanta e per questo spesso è messo sotto protezione per le minacce legate al suo lavoro di denuncia. Dal 1998 si occupa di giornalismo, ha lavorato, tra gli altri per Radio Banja Luka, BUKA, Radio Sarajevo, ed è editorialista per Al Jazeera Balkans. Nel 2002 si è laureato alla Facoltà di Filosofia di Banja Luka. È professore di filosofia e sociologia. Dal 2021 è membro del PEN Center di Bosnia ed Erzegovina (World Association of Writers). Nel 2018 è 140 stato insignito dell’European Press Prize. Tra i suoi libri PTSP spomenar (Album dei ricordi della sindrome posttraumatica da stress), 2019, Čekajući Dylan Doga u Srebrenici (Aspettando Dylan Dog a Srebrenica), 2022 e Kolumne iz tame regiona (Editoriali dalle tenebre della regione), 2024. Bursać dice di sé, che lui non è cambiato dalla fine degli anni Ottanta. Vive ancora oggi dell’eredità antifascista nella quale è cresciuto. Ma nelle società che hanno tradito sé stesse e hanno compiuto una spericolata acrobazia nazionalista collettiva, trasformandosi da multiculturali in ultranazionaliste, lui viene respinto e disprezzato da coloro che un tempo, almeno a parole, lottavano per le stesse idee. Oppure, come dicono nei film western: in una città dove sono tutti matti e tu resti lucido, dichiareranno pazzo proprio te.

Nihad Suljić, attivista bosniaco per i diritti umani e fondatore della ong Djeluj, con sede a Tuzla. Si occupa fin dal 2018 di fornire quotidiano sostegno alle persone sulla rotta balcanica in transito e stanziali nella sua città e negli ultimi anni si è dedicato del diritto alla verità per i morti e dispersi lungo i confini bosniaci con Croazia e Serbia. La sua opera è riconosciuta in tutti i Paesi balcanici

Extras e info logistiche


Pasti:










Musei:

il trattamento previsto è mezza pensione (pernottamento con colazione più un pasto al giorno compreso nella quota di viaggio). 1 pasto al giorno è a carico dei partecipanti (pasti liberi). Per questioni organizzative alcuni pasti liberi a carico dei partecipanti verranno organizzati/facilitati. Il prezzo di un pasto completo al ristorante in Serbia e Bosnia-Erzegovina è sui 15-20,00€ a testa.


I pasti durante i viaggi in pullman di andata e ritorno ITA-SRB-BiH-ITA sono a carico dei partecipanti (il pullman effettuerà delle soste in autogrill oppure ci si può dotare di lunch-packet per i viaggi in pullman di andata e ritorno).


a Belgrado è prevista l’entrata al Muzej90. Il prezzo dei biglietti è di circa 6,00/7,00 € (in Dinari serbi) a persona.Eventuale ingresso al Museo della Jugoslavia (da verificare) ha costo di 13 euro (in dinari serbi)


Documenti:

per i cittadini italiani basta carta d’identità valida per l’espatrio [e in buone condizioni!!], preferibilmente carta d’identità elettronica, o il passaporto. Verificare le date di scadenza/validità dei documenti di identità. I tempi di viaggio previsti sia in andata, che al ritorno, potranno subire variazioni in base a quanto tempo si perderà nei controlli alle frontiere (con i documenti elettronici va più veloce). Per eventuali cittadini stranieri: verificare presso la propria Ambasciata i documenti necessari per espatrio e transito in SLO-HR-SRB-BiH. L’organizzazione non si assume responsabilità per problemi dei passeggeri con documenti in cattive condizioni, scaduti o in scadenza non validi per l’espatrio.


Clima:

continentale [simile al nostro]. Nei giorni precedenti al viaggio verrà fornita una previsione meteo indicativa per attrezzarsi adeguatamente con l’abbigliamento.


Valuta:

1 Euro vale circa 117 Dinari Serbi [RSD] e il Marco convertibile bosniaco [nome internazionale BAM – in lingua locale KM] vale circa la metà rispetto all’Euro [corso: 1,00 € = 1,958 BAM/KM]. Gli €uro sono accettati quasi ovunque: prevedere di portarsi dietro tagli piccoli max 50,00€. Si trovano senza problemi cambiavalute e bancomat [che erogano valuta locale e le commissioni per i prelievi esteri possono essere onerose, dai 4 euro in su]. Non è scontata la possibilità di pagare ovunque con POS/Bancomat.


Telefono:





Internet:

la Serbia e la Bosnia-Erzegovina sono fuori dagli accordi europei sul roaming. Si consiglia di informarsi presso il proprio operatore telefonico per una tariffa conveniente. Controllare [staccare] la connessione dati per evitare spiacevoli sorprese all’entrata in Serbia e Bosnia-Erzegovina.


E' molto diffuso e disponibile pressoché ovunque il free Wi-fi [hotel, ristoranti, bar, ecc.]. All’arrivo in Bosnia-Erzegovina verrà consigliato ai partecipanti l’acquisto di una scheda Tourist-internet per avere la portabilità della connessione (costo di una scheda internet locale circa 10,00€). In alternativa valutare le diverse offerte per e-sim.


Cibo:

la cucina balcanica è prevalentemente a base di carne: segnalare eventuali regimi alimentari veg* oltre a intolleranze alimentari da comunicare agli alberghi e ristoranti per i pasti organizzati.


Pernotti:

a Belgrado e Tuzla saremo alloggiati in hotel. A Srebrenica saremo alloggiati in famiglia. La biancheria da letto, asciugamani e le colazioni sono comprese.


Dress code:

nei luoghi sacri islamici e al Memorial Center Srebrenica (parte sacrale), per le donne è richiesto il capo coperto (velo, foulard) e per gli uomini i pantaloni almeno sotto al ginocchio, comunque per tuttə un abbigliamento adeguato 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 17 dicembre 2025

Presentazione libro "Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia Erzegovina. Prijedor (1990-1995)


Nell'ambito del trentennale del genocidio di Srebrenica, ricominceremo l'anno nuovo con una iniziativa che, raccontando e facendo memoria di un passato spesso sottaciuto, ci aiuterà a comprendere meglio il presente ed il futuro non solo dei Balcani ma in generale dell'Europa.

Il 9 gennaio alle ore 18.00 presso la Casa del Cinema a Venezia verrà presentato il libro "Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia-Erzegovina. Prijedor (1990-1995)" , in presenza dello storico Simone Malavolti, autore del testo.

Grazie al Circuito Cinema per lo spazio, l'evento è organizzato in collaborazione tra Buongiorno Bosnia, Lungo la rotta balcanica e Viaggiare i Balcani 

Vi aspettiamo numerosi in attesa di uscire a breve con le date del viaggio 2026!


lunedì 6 ottobre 2025

Proiezione de "i diari di mio padre" il 15 ottobre

Dopo la splendida serata al cinema Giorgione di Venezia nel mese di giugno, ritorna grazie alla collaborazione con il Circuito Cinema e l'associazione Lungo la Rotta Balcanica, il docufilm "I diari di mio padre" del regista Ado Hasanović che sarà presente in sala per l'introduzione e il dibattito al termine.
Il film riprende le registrazioni originali realizzate da Bekir, il padre di Ado, durante l'assedio di Srebrenica e raccontadi come sia sopravvissuto poi alla Marcia della Morte con immagini ed interviste nel presente.
Qui il Trailer. 
 
 
Vi aspettiamo mercoledì 15 ottobre alle ore 19.00 al cinema Dante a Mestre 
 


 
 

 

martedì 3 giugno 2025

Proiezione "I diari di mio padre", 19 giugno 2025

 


Il film riprende registrazioni originali realizzate da Bekir, il padre di Ado, durante l'assedio di Srebrenica e racconta di come sia sopravvissuto poi alla Marcia della Morte con immagini ed interviste nel presente. 

Qui il Trailer.

L'iniziativa è promossa in collaborazione con l'associazione Lungo la Rotta Balcanica ed è inserita nel programma del "Festival delle migrazioni - In movimento 2025" organizzato da Refugees Welcome Venezia. 


domenica 2 marzo 2025

Oltre i muri: storie di comunità divise dai Balcani al Medioriente. Incontro con Christian Elia

 

In collaborazione con l'associazione Lungo la Rotta Balcanica abbiamo costruito questa iniziativa martedì 18 marzo alla scuola dei Laneri a Venezia.

Nel parlare di rotta balcanica troppo spesso si trascurano i territori da essa attraversati, quelli lungo i Balcani appunto, l'impatto sulle popolazioni e i luoghi, intrisi delle loro diversità ed unicità, ancora oggi in fermento a 30 anni dall'ultimo conflitto. Le persone in movimento provenienti da Asia e Medioriente sono esse stesse portatrici di vissuti analoghi e questi generano nuove forme di scambio e attriti che vanno ben analizzati nella loro complessità. Per questo e per aiutarci ad approfondire e comprendere meglio un pezzo di storia europea recente ed attuale, abbiamo chiesto l'aiuto di Christan Elia che, con la sua esperienza come reporter e scrittore, da anni racconta la geopoetica di questi Paesi e confini
L'evento si inserirà all'interno del Festival della rotta balcanica e ci servirà anche come prima iniziativa, cui ne seguiranno altre, in avvicinamento al viaggio di fine maggio
 
Per il programma del festival in aggiornamento

domenica 2 febbraio 2025

In una settimana di luglio....di 30 anni fa

Programma viaggio 2025






"In una settimana di luglio...di 30 anni fa" si concretizzava uno dei più atroci massacri avvenuti in territorio europeo quando le forze serbobosniache comandate dal Generale Ratko Mladić uccisero più di ottomila uomini e giovani musulmani. Il fatto venne classificato come genocidio dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (Tpij) e dalla Corte internazionale di giustizia (CIG). Nel 2024 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito l'11 luglio come Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica del 1995.

Saranno quindi 30 anni esatti da quei tragici eventi, dalla firma di un trattato - gli "accordi di Dayton" - che non ha mai davvero portato la pace nei territori dei Balcani, luoghi dove le conseguenze delle guerre ancora oggi si riverberano sulla vita dei sopravvissuti, sulle nuove generazioni spinte all'emigrazione, in un quadro politico frammentato e dai diversi nazionalismi emergenti, tra corruzione,  conflitti di narrazione e negazionismo che a livello istituzionale ha portato alla recente condanna di Milorad Dodik, presidente della Repubblica Srpska (una delle due entità da cui è composta la Bosnia Erzegovina).

Il viaggio dal 25 al 31 maggio 2025, organizzato dall'associazione Buongiorno Bosnia avrà come tappe principali Jasenovac, Sarajevo, Srebrenica, Tuzla dove si incontreranno persone testimoni dirette degli eventi accaduti negli anni '90, luoghi della Storia e della Memoria, associazioni e attivisti che da anni si battono per i diritti umani nel proprio Paese con cui confrontarsi su tematiche e situazioni attuali trasversali ad altri contesti, per meglio comprendere le assonanze, i ricorsi storici e i faticosi percorsi di convivenza.

 

Domenica 25 maggio

06:00 Partenza in pullman da Mestre FS-Jasenovac (HR)
12:00 -13:00 Visita al complesso Memoriale del campo di concentramento di Jasenovac e al memoriale Rom di Uštica incontro con Tvrtko Klarić
13:30 partenza da Jasenovac (HR) per Sarajevo (BiH)
18:30 - 19:30 Arrivo a Sarajevo | Sistemazione c/o Hotel Grand
20:00 Cena organizzata in hotel 
 

Lunedì 26 maggio 

08:00 Tunel Spaša
10:30 Visita al Museo di storia
13:00 Pranzo organizzato in hotel
14:30 Incontro con BIRN Balkan Investigative Reporting Network
16:30 Visita guidata del centro storico di Sarajevo: dal Ponte Latino,
attraverso la Baščaršija, fino al Fuoco Eterno
20:00 Cena libera in centro storico

 

Martedì 27 maggio

08:30 Visita alla Vijećnica (focus: mostra sul Tribunale Penale internazionale per la ex Jugoslavia)
Tempo libero e pranzo libero in centro storico
12:30 Partenza in pullman da Sarajevo per Srebrenica
16:00 Arrivo a Srebrenica | Tour app Srebrenica 2.0
17:30 Sistemazione in famiglia
19:30 Cena organizzata c/o associazione Sara Srebrenica

 

Mercoledì 28 maggio 
 
09:30 - 16:00 Giornata al Memoriale di Srebrenica
Pranzo libero al sacco
16:00 Partenza in pullman da Srebrenica a Osmače
17:00 Osmače | Debriefing intermedio
19:00 Cena contadina organizzata
20:30 Incontro con Muhamed Avdić

 

Giovedì 29 maggio

08:00 Partenza in pullman da Srebrenica a Bratunac poi a Skočić
10:00 - 11:30 Skočić, incontro con Zijo Ribić
12:00 Partenza in pullman da Skočić a Bijeljina
13:00 Pranzo libero al sacco
14:00 Visita NN sulla rotta balcanica a Bijeljina
14:45 Partenza da Bijeljina a Tuzla
16:30 Arrivo a Tuzla | Sistemazione c/o Kipovi
19:00 Cena organizzata
20:30 Visita del centro storico di Tuzla

 

Venerdì 30 maggio

09:30 - 11:00 Visita del Centro di identificazione ICMP PIP
12:30 Pranzo organizzato
14:30 Incontro con gli attivisti sulla rotta balcanica Nihad Suljić, associazione Djeluj, e Senad Pirić, giornalista
16:30 Debriefing finale
20:00 Cena libera in centro storico 


Sabato 31 maggio

08:00 Partenza da Tuzla per Mestre
19:00 Arrivo a Mestre Stazione FS 

 

Quota di partecipazione


La quota include sistemazione per 6 notti mezza pensione, pullman con autista, accompagnamento, contributi per associazioni locali e testimoni, ticket ingresso per musei (resta escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti): il costo del viaggio è 500 € a persona, ridotto a 350 € (con contributo dell'associazione Buongiorno Bosnia) per giovani impegnati/e nel periodo di servizio civile

 

NB. Per l'ingresso in Bosnia ed Erzegovina (Paese extra Ue) sono necessari il passaporto e/o la carta di identità valida per l'espatrio


Per l'iscrizione è necessario entro il 30 aprile:

1. effettuare bonifico di 200 euro come acconto sul conto dell'associazione Buongiorno Bosnia (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. compilare il seguente form:

Modulo iscrizione


Per altre info scrivere a buongiorno.bosnia@gmail.com



 

 

 

 

 


sabato 25 gennaio 2025

Srebrenica 2.0

 


Il Srebrenica Memorial Center e Arci Bolzano oggi - 10 Gennaio 2025 - hanno presentato la pubblicazione e il progetto digitale “Srebrenica 2.0”, una piattaforma innovativa che avvicina le generazioni future alla memoria del genocidio di Srebrenica mediante tecnologie moderne.
 
Questo progetto è stato realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (per la prima fase “Srebrenica 1992-1995, realizzata nel 2022) e del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali con la Provincia Autonoma di Bolzano (per la seconda e terza fase “La marcia della morte” e “I luoghi delle esecuzioni di massa”, realizzate nel 2023 e 2024) ed è significativo dell’impegno per la conservazione della memoria e per la sensibilizzazione su una delle pagine più buie della storia europea.
 
“Srebrenica 2.0” utilizza tecnologie digitali che consento ai fruitori una ricerca interattiva dei luoghi più significativi legati al genocidio, compresa la “Marcia della morte” e i luoghi delle esecuzioni di massa. Il progetto offre un ricco archivio di materiale multimediale e informazioni, mettendo in condizione gli utenti di approfondire la comprensione degli avvenimenti storici.
 
Altri partner nella realizzazione del progetto sono stati Arci del Trentino, Arci Firenze, Centro Pace Cesena, Buongiorno Bosnia di Venezia e Teatro Zappa theater di Merano, che hanno fornito il loro contributo per sviluppare il progetto. La piattaforma digitale “Srebrenica 2.0” è stata curata da Yoo Mee Augmented Reality Solutions di Bologna, che ha fornito il supporto tecnologico per la realizzazione.
 
Il direttore del Centro Memoriale di Srebrenica, Emir Suljagić, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi che alla realizzazione del progetto hanno partecipato Andrea Rizza Goldstein, Edin Ikanović, Sergio Bonagura, Almir Salihović, Viola Pasolini, Almasa Salihović, Diego Saccora, Evi Unterthiner e Mevlija Bećirović. Sono degli esperti che attraverso il loro lavoro di ricerca, le competenze tecniche e il contributo creativo hanno reso possibile la realizzazione di questa piattaforma. Abbiamo intenzione di proseguire la collaborazione con i nostri partner dall’Italia per continuare ad aprire Srebrenica al mondo. Siamo un’istituzione in linea con le più avanzate pratiche museali e memorialistiche. Questo lo dobbiamo alle persone – le vittime del genocidio – di cui raccontiamo le storie.”
 
A questo, il coordinatore del progetto Edin Ikanović aggiunge: “Questo progetto è il risultato di un lavoro collettivo, dove i partner di Arci Bolzano e le altre organizzazioni coinvolte, hanno dimostrato come un lavoro collettivo possa contribuire alla conservazione della memoria. Con la digitalizzazione dei luoghi significativi per la storia di Srebrenica creiamo un ponte verso le generazioni future che avranno l’opportunità di incorporare queste storie nella propria formazione e coscienza.”
 
Un ringraziamento speciale a Mirza Bašić, Azir Osmanović e Hasan Hasanović, che hanno contribuito alla promozione del partenariato tra il Centro Memoriale di Srebrenica e Arci nazionale
“La cooperazione internazionale che il Centro Memoriale di Srebrenica ha sviluppato con Arci e in generale con gli amici dall’Italia significa molto anche per il nostro Comitato scientifico per il dialogo e per tutte le attività attraverso le quali rafforziamo il significato internazionale della nostra istituzione. Il lavoro che facciamo oggi rimane per le generazioni future” – ha concluso Ikanović.
 
Articolo originale:

https://srebrenicamemorial.org/bs/aktuelnosti/republika-italija-podrzala-projekat-memorijalnog-centra-srebrenica-i-arci-bolzano-srebrenica-20/288?fbclid=IwY2xjawIBmItleHRuA2FlbQIxMAABHelnxe_p7u34AJOC8dUdK3ZQevZ9q6vTMClkgyS3q09j3JqS6osVFXiMbQ_aem_m5ssyjlc7sesdUDNuBCDhw

venerdì 14 giugno 2024

Sosteniamo il nuovo docufilm "io non odio" sulla storia di Zijo Ribic!

E' in corso di realizzazione un nuovo docufilm, dal titolo "Io non odio", sulla storia di Zijo Ribic.

Per la sua realizzazione si stanno raccogliendo contributi economici e anche noi vogliamo fare la nostra parte. 

Chi volesse dare un contributo può fare bonifico su conto di Buongiorno Bosnia (IBAN IT07Y0760102000001015785288) indicando nella causale "sostegno docufilm Zijo"

La storia di Zijo in breve è raccontata qui:

https://buongiornobosnia.blogspot.com/p/io-non-odio-di-andrea-rizza.html

Per tutte e tutti quelli che sosteranno con almeno 10€ organizzeremo una proiezione a loro dedicata a Venezia non appena il docufilm sarà distribuito.



lunedì 4 marzo 2024

"Under the UN flag": viaggio nei Balcani Occidentali 2024

Nel luglio 1995, si è consumato - da parte dell'esercito serbo-bosniaco – il genocidio della popolazione musulmana di Srebrenica, con oltre 8.000 vittime in gran parte di sesso maschile. Un massacro avvenuto sotto gli occhi dei caschi blu olandesi incaricati dalla Nazioni Unite di garantirne la protezione. Il genocidio di Srebrenica ha rappresentato il tragico esito di una guerra, che la comunità internazionale non ha saputo evitare.

"Under the UN flag" è proprio il titolo del libro di Hasan Nuhanović pubblicato nel 2007 in cui l'autore racconta l'esperienza, vissuta in diretta, di quel crimine di guerra, dichiarato genocidio nel 2001.

Questo titolo guiderà i pensieri, gli incontri, le azioni del viaggio 2024.

Ricordare quel fallimento della comunità internazionale ci richiama ad una analogia con il presente ancora segnato da ingiustizie, guerre, massacri, genocidi. Ancora oggi le Nazioni Unite falliscono nel loro compito di mantenere la pace e garantire la sicurezza dei popoli.

Programma in aggiornamento dal 23 al 29 giugno

23/06. Partenza al mattino da Mestre (Ve), tappa presso il campo di concentramento della Seconda Guerra Mondiale a Jasenovac (Hr) e arrivo a Belgrado (Srb)/ pernotto a Belgrado
24/06. Belgrado incontro con la "Fond za humanitarno pravo" (Humanitarian Law Center, si occupa di perseguire i crimini di guerra), visita al Museo della Jugoslavia e alla città / pernotto a Belgrado
25/06. Da Belgrado a Srebrenica (BiH) con tappe a Valjevo, a Bijeljina e al villaggio di Skocić/ incontro con Zijo Ribić/ incontro con Muhamed Advić al villaggio di Osmaće/ pernotto a Srebrenica in famiglia
26/06. Tour app Srebrenica 2.0 / visita guidata al Memoriale di Potočari / / incontro con l'associazione Adopt Srebrenica / pernotto a Srebrenica in famiglia
27/06. Da Srebrenica a Tuzla con tappa a Bratunac / visita al centro di identificazione (ICMP-PIP) di Tuzla/ incontro con Kadefa Muhić, presidentessa Organizzazione famiglie delle vittime e dei combattenti caduti di Srebrenica / visita in centro a Tuzla / pernotto a Tuzla
28/06. Tuzla / incontri con Ajna Juzic fondatrice dell'associazione Forgotten Children of war e con Nihad Suljić e Senad Pirić attivisti e volontari sulla rotta balcanica/ Debriefing finale / pernotto a Tuzla
29/06. Viaggio di ritorno da Tuzla con tappa allo spomenik di Podgarić (Hr). arrivo in tardo pomeriggio/sera a Mestre (Ve).

Quota di partecipazione

La quota include sistemazione per 6 notti mezza pensione, pullman, accompagnamento, contributi per associazioni locali e testimoni, ticket ingresso per musei (resta escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti): 500€/persona. Per volontari/e del Servizio Civile la quota è di 350€/persona.
 
NB. Per l'ingresso in Serbia e Bosnia ed Erzegovina (entrambi Paesi extra Ue) sono necessari il passaporto e/o la carta di identità valida per l'espatrio

Per prenotare è necessario:

1. effettuare bonifico di 200 euro come acconto sul conto dell'associazione entro il 15 Maggio (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. completare il seguente form: https://forms.gle/kVjtu56TB1B7bg3e9

Per informazioni: buongiorno.bosnia@gmail.com






mercoledì 26 aprile 2023

“E dopo? Una domanda lunga 30 anni”. Viaggio in Bosnia-Erzegovina, dal 25 giugno al 2 luglio 2023

Programma

Partenza domenica 25.06, partenza da Mestre ore 21.00

Lunedì 26.06

- arrivo a Sarajevo

- visita del centro storico

- visita al War Childhood Museum

Martedì 27.06

- visita del Tunel Spasa / incontro con Adnan Hasanbegović 

- visita del Istorijski Muzej

- incontro con Ajna Jusić – Ass.ne Forgotten Children of War

Mercoledì 28.06

- trasferimento in pullman da Sarajevo a Srebrenica 

- tour app Srebrenica 2.0 // in pullman 

- visita del Memoriale di Srebrenica [Potočari]

Giovedì 29.06

- Osmače / incontro con Muhamed Avdić 

- pranzo contadino

- incontro con ass.ne Adopt Srebrenica 

Venerdì 30.06

- trasferimento in pullman da Srebrenica a Tuzla

- tappa a cimitero di Bratunac 

- tappa a Zvornik con Zijo Ribić

- visita al cento di identificazione (ICMP-PIP)

 Sabato 01.07

- visita del centro storico di Tuzla 

- incontro con Nihad Suljić

- incontro con Karton Revolucija

Domenica 02.07

- partenza al mattino per rientro in italia 

- tappa e visita al campo di Jasenovac  

- arrivo alle 21.00 a Mestre


Sistemazione per 6 notti mezza pensione, pullman, accompagnamento, contributi per associazioni locali e testimoni, ticket ingresso per musei: 500€/persona

(escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti)

Per informazioni: Buongiorno.bosnia@gmail.com

Per prenotare è necessario

1. effettuare bonifico di 200euro come acconto sul conto dell'associazione entro il 31 maggio (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)

2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com

3. completare il seguente form:

https://forms.gle/VbudsHYjrP612L1B9




mercoledì 16 marzo 2022

Proiezione film "Europa", 16 marzo 2022

 



SINOSSI

 

Il film racconta la storia di Kamal, giovane iracheno che intraprende un viaggio a piedi per provare a entrare nel continente europeo attraverso la rotta balcanica. Per riuscire nella sua impresa, il ragazzo deve oltrepassare il confine tra Turchia e Bulgaria dove viene catturato da quelle forze di polizia di frontiera che spesso si alleano alla criminalità organizzata. Dopo essere riuscito a scappare il giovane si rifugia in una foresta, e lì la sua vita si trasforma in una lotta per la sopravvivenza.

Scritto e diretto dal figlio di un immigrato iracheno e una madre italiana, racconta l'esperienza della migrazione cercando di farci provare cosa voglia dire affrontare quel viaggio, non in astratto ma nella concretezza immediata del qui e ora: come succede ogni giorno ai migranti. Haider Rashid azzera qualunque distanza fra lo spettatore e il suo protagonista gettandoci dentro un'esperienza immersiva epidermica: sentiamo il caldo, la fame, la stanchezza, e soprattutto il terrore così come li avverte il ragazzo ridotto a nutrirsi di bacche e uova trovate per caso, con la suola delle scarpe tagliata a metà e le ferite inferte dalla natura e dagli uomini. I nemici compaiono all'improvviso davanti ai suoi e ai nostri occhi, e sono nemici senza identità, corpi armati senza nome. Anche i cadaveri che incontra lungo il suo percorso appaiono a sorpresa, costanti memento mori per un ragazzo che va avanti con la sola forza della disperazione. Forse l'incontro più straniante rimane quello con una donna che carica il ragazzo in macchina parlandogli in una lingua sconosciuta e reagisce a lui con un misto di empatia e di orrore. Cinematograficamente, l'esperienza di Europa ricorda quella di Garage Olimpo o de Il figlio di Saul: un percorso a ostacoli attraverso un inferno che percepiamo con tutti i cinque sensi. È quasi un film muto, se si eccettuano i suoni del respiro affannoso del protagonista e degli spari che ogni tanto squarciano il silenzio del bosco. Il protagonista risulta credibile e suscita istantanea empatia, sia per la sua giovane età sia per la condizione di totale straniamento in cui si trova, che Rashid ci spinge a condividere attraverso una regia costantemente aderente al momento e appiccicata al suo personaggio.

Le vicende di un rifugiato lungo la rotta balcanica nel film del cineasta italo-iracheno, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs

«Soldi! Ancora soldi o vi rimandiamo indietro!» urlano gli uomini armati. Qualcuno protesta, altri sono rassegnati. «Ancora tre ore di marcia» rispondono, contando in fretta il denaro. Lungo il confine turco-bulgaro, di notte, dove la polizia non vede, uomini e donne irachene cercano di entrare clandestinamente in Europa. Il pagamento non è risolutivo e, superato uno stretto passaggio, si scatena l’inferno. Per evitare la violenza dei colpi non si può fare altro che correre più veloce possibile, cercando riparo nella boscaglia, dietro un pietrone o in cima a un albero. Ogni pausa nasconde un pericolo, ogni ritardo un rischio mortale. I migranti corrono come impazziti lungo linee parallele, senza avere neppure il tempo di scambiarsi uno sguardo. Il nemico è invisibile, ma la sua presenza incombente. Anche voltarsi può essere fatale, da dietro arrivano urla, il suono secco delle fucilate, gli schianti dei corpi. Correre è l’unica cosa da fare.

QUANDO la luce del giorno rende la situazione più chiara ma non meno angosciosa, Kamal, che nella prima inquadratura aveva guardato con speranza alla luna, cerca di nutrirsi e di tamponare le ferite, ma è un breve sollievo. La caccia non è finita e deve ricominciare a correre. Il bosco è fitto, ma gli uomini armati sono organizzati, non fanno prigionieri, vogliono uccidere. Il rifugio che Kamal ha scelto, lungo l’ansa del torrente, si rivela meno sicuro del previsto, l’uomo con il volto coperto è ormai troppo vicino: correre non è più possibile e Kamal lo affronta in una lotta disperata. La spunta e può ricominciare a fuggire, risale una scarpata, raggiunge una strada, vede un’automobile che si avvicina. La corsa non è finita.

FOCALIZZATO strettamente sul suo protagonista, Europa trasporta lo spettatore sulla scena minimizzando le mediazioni. Si vede e si sente quello che Kamal vede e sente. Nessuna informazione aggiuntiva ci permette di avvantaggiarci nei suoi confronti e anzi, la condivisione della percezione per tutti i 71 minuti del film fa sì che l’identificazione con i clandestini sia totalizzante. Se Kamal non ha alternative alla corsa a perdifiato, chi lo osserva non può staccare lo sguardo da lui. I primissimi piani con cui il protagonista viene filmato limitano fortemente la visione d’insieme allo spettatore che non può neppure ipotizzare soluzioni diverse da quelle adottate da Kamal. L’unica risposta possibile alla domanda «cosa farei se mi trovassi in quella situazione?» è quella che offre Kamal. Il dispositivo narrativo organizzato dal regista Haider Rashid, che negli ultimi anni ha lavorato con il «360» e la “realtà virtuale”, rende la partecipazione dello spettatore ai destini del protagonista un fatto strutturale e non ideologico.

Stiamo dalla parte di Kamal non perché commossi dalla sua condizione o perché convinti assertori dell’inclusione, ma perché non ci sono altre parti dove stare. E l’unica che c’è è decisamente scomoda. Europa mostra su un piano elementare cosa significhi essere posto in una condizione di minorità. Oggettivamente autoritario ma mai ricattatorio, non indugia in sentimentalismi e non si preoccupa di trovare ragioni al comportamento delle milizie di assassini nazionalisti che fanno il tiro a segno con i clandestini: come nel cinema classico americano, il nemico non ha volto, se non quando diventa cadavere.

Un film semplice ed efficacissimo, memore di Walter Hill e immerso nelle tecniche contemporanee dell’audiovisione, un’altra bella scoperta nell’ottima selezione della Quinzaine des Réalisateurs.

 


IL COMMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI

 

“Troppo spesso perdiamo rapidamente memoria delle tragedie, anche quelle che avvengono alle porte di case. Grande commozione e empatia al momento in cui accade il disastro, sia esso la presa del potere da parte dei talebani o il naufragio di una carretta del mare o un bambino che muore di freddo e di fame e, quando la notizia passa dalla prima pagina dei giornali a qualche trafiletto in settima o ottava, ci si dimentica di tutto. I migranti, intanto, continuano a fuggire dalle guerre, dalla carestia, dalle violenze e sulla loro pelle vivono respingimenti, nuove violenze, fame, freddo, nessun diritto e nessuna reale pietà. Ricordare, anche attraverso questo film che già nel titolo ci richiama al rispetto dei principi che stanno alla base dell’Europa, è un obbligo a cui non possiamo sottrarci”.

(Emergency Venezia)

 

“Europa è un verso, una direzione. È la direzione che spinge persone, famiglie a mettersi in cammino, spesso per ricongiungersi oggi ad altre persone o pezzi di comunità che si sono spostate con migrazioni in anni precedenti.

Ma dobbiamo interrogarci non solo sulle persone che cercano di entrare in Europa ma anche su chi alla fine ci è arrivato: non dimentichiamo che questo “negare l'altro” non avviene solo alle frontiere più lontane ma anche a casa nostra, nelle questure dove si creano delle barriere che sono delle vere e proprie frontiere, dove vengono respinte non solo le domande di asilo ma proprio le persone che non possono entrare per presentare la loro richiesta. Queste “frontiere”, questi “dispositivi” lasciano le persone senza documenti, amministrativamente irregolari sul nostro territorio e quindi passibili di arresto, di espulsione, di detenzione con il rischio di ricominciare il giro. Abbiamo visto con i nostri occhi tante volte tornare indietro persone che vengono respinte a catena da Italia o Austria verso la Slovenia e poi verso la Croazia e poi di nuovo in Bosnia o in Serbia. Succede anche dall'Ungheria o dalla Romania verso la Serbia. Lì dove c’è il famoso muro di Orban - che però non ricopre proprio tutto il confine - soprattutto lungo i fiumi, si formano le aree di informalità, a 20 ° sottozero, dove si creano squat e jungle, tendopoli vissute da famiglie di siriani o di afghani che aspettano il loro turno per cercare di passare al di là. I racconti che stiamo sentendo, purtroppo da anni e in tutte le varie frontiere, parlano di pestaggi, respingimenti, ruberie da parte delle polizie. I campi dove vengono confinati sono campi finanziati dall'Unione Europea dove le persone sono trattenute in condizioni assolutamente non accettabili.  

Parafrasando chi dice che l’ambientalismo senza critica al capitalismo è giardinaggio potremmo dire che oggi parlare di migrazioni e di diritti dei migranti senza mettere in discussione il modello capitalistico (che sopravvive proprio grazie allo sfruttamento di chi si trova in condizioni di vulnerabilità) è parlare di viaggi dell’Alpitour. Ma chi oggi si mette in viaggio sono donne e uomini che rischiano le proprie esistenze.

Perciò come europei abbiamo un nuovo bisogno di autodeterminarci perché c’è il rischio di cancellare dall'identità europea alcuni dei valori alla base della sua costituzione, come l'antifascismo, che ci hanno donato l'Europa in cui viviamo e in cui tutti crediamo. Una Europa dei diritti per la quale dobbiamo continuare a batterci tutti”. 

(Lungo la rotta balcanica)

 

“Dobbiamo essere molto chiari: le persone che vivono una condizione di vulnerabilità e che stanno alle porte dell’Europa, ai nostri confini devono essere una nostra priorità. Le loro condizioni di vita e il loro sacrosanto diritto di poter partire, di poter decidere dove vivere, dove restare è una libertà di scelta che deve essere la premessa di qualsiasi nostro ragionamento”.

(Mediterranea Saving Humans)

 

“La storia raccontata in questo film è l’esperienza di una singola persona ma diventa subito universale, paradigmatica di un contesto più ampio. Come Kamal ci sono migliaia di persone che cercano di entrare in Europa, ci sono milioni di persone che in questo mondo sono costrette ad andarsene, a cercare una vita più dignitosa, costretti a lasciare tutto. La cosa insopportabile è che non possono farlo. Il film ci costringe a porci la domanda di cosa sia l'Europa, cosa vogliamo che rappresenti. Ci obbliga a chiederci se sia accettabile chiuderci dentro a questa “fortezza”, una fortezza assai bizzarra però perché ha delle “porosità”, la sua frontiera è infatti una membrana osmotica che consente di far passare le persone quando si ha bisogno di “risorse umane” - braccia non persone - per fa girare la nostra economia ma che allo stesso tempo sa e può diventare impenetrabile e impermeabile”.

(SOS Diritti)

 

“Il nostro viaggio, come associazione, è iniziato più di 10 anni fa ed è partito dalla Bosnia Erzegovina, da Sarajevo. È iniziato nel cuore dell’Europa e da allora tutta la nostra attività e tutta la nostra riflessione gira attorno ad un unico tema, la “scommessa” che sia possibile immaginare e lavorare per costruire un mondo senza confini, barriere, un mondo dove sia possibile una reale e piena convivenza tra diversità. Ecco allora che l’Europa oggi, parafrasando le parole di Langer, muore o rinasce proprio lungo le sue frontiere, lì dove si “gioca” oggi la partita più importante per definire quella che è la nostra identità”.

(Buongiorno Bosnia)

 

“Fa impressione rileggere la carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea alla luce delle immagini di questo film. Fa impressione perché appare evidente e drammatica la scollatura tra il pensiero e l’azione, tra i principi enunciati, principi di uguaglianza, di dignità, di giustizia e le pratiche messo in atto, pratiche di respingimento, di finanziamento verso regimi autoritari quando non dittatoriali, di esternalizzazione del controllo delle frontiere che consente di girarci dall’altra parte, di scaricare colpe e responsabilità su altri. L’Europa ci appare così come un’opera bellissima ma incompiuta”.

(Il Villaggio)

 

“Non possiamo certo dire che la vicenda di Kamal sia una sorpresa, una novità. Sappiamo, sappiamo tutto di quello che succede alle frontiere della nostra Europa da molti, troppi anni. Abbiamo trasformato le migrazioni in una emergenza continua, gestita con allarmismo, con proclami, usata di volta in volta dalla propaganda politica più per cercare di ottenere consenso che per volere risolvere o gestire quello che continuiamo a voler considerare e far rimanere un “problema”. La domanda che ogni volta ci assale è “cosa possiamo fare?” Perché la nostra inazione, la nostra indifferenza ci rende di fatto complici. Quello che è certo è che non ci stancheremo di informarci e informare perché conoscenza e consapevolezza sono premesse imprescindibili per qualsiasi cambiamento”.

(Gruppo In-Formazione)

 

 

LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Dal Preambolo:

 

I popoli d'Europa, nel creare tra loro un'unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

 

Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà; essa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto.

Pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

 

L'Unione contribuisce alla salvaguardia e allo sviluppo di questi valori comuni nel rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli d'Europa, nonché dell'identità nazionale degli Stati membri e dell'ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale; essa si sforza di promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile e assicura la libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali, nonché la libertà di stabilimento.

 

A tal fine è necessario rafforzare la tutela dei diritti fondamentali, alla luce dell'evoluzione della società, del progresso sociale e degli sviluppi scientifici e tecnologici, rendendo tali diritti più visibili in una Carta.

 

Scarica e leggi l’intera Carta: https://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

·       “Conversazioni in alto mare” di Marco Aime (Autore), Riccardo Gatti, Elèuthera 2021

·       “Salvarsi insieme. Storia di una barca a vela sulla rotta dell'umanità” di Alessandra Sciurba, Ponte alle Grazie 2020

·       “Bosnia: l'ultima frontiera. Racconti dalla rotta balcanica” di Gabriele Proglio, Eris 2020

·       “Io sono confine” di Shahram Khosravi, Elèuthera 2019

·       “Io Khaled vendo uomini e sono innocente” di Francesca Mannocchi, Einaudi 2019

·       “Noi migranti: Per una poetica della relazione” di Paola Gandolfi, Castelvecchi 2018

·       “Lungo la rotta balcanica: Viaggio nella Storia dell’Umanità del nostro tempo” di Anna Clementi e Diego Saccora, Infinito Edizione, 2016

·       “La frontiera” di Alessandro Leogrande, Feltrinelli 2017

 

I dossier a cura della rete RiVolti ai Balcani

 

·       “La rotta balcanica. I migranti senza diritti nel cuore dell’Europa”

·       “Bosnia ed Erzegovina, la mancata accoglienza. Dall’emergenza artificiale ai campi di confinamento finanziati dall’Unione europea”

·       “Lipa, il campo dove fallisce l'Europa”

 

>> I dossier sono scaricabili gratuitamente al link: https://www.rivoltiaibalcani.org/