Le iniziative dell'associazione "Buongiorno Bosnia, dobardan Venecija"
lunedì 11 maggio 2026
Proiezioni di "Sarajevo Safari"
lunedì 2 marzo 2026
Viaggio nei Balcani 2026 - dal 7 al 13 giugno
La quota include sistemazione
per 6 notti mezza pensione, pullman, accompagnamento, contributi per
associazioni locali e testimoni (resta
escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti, ingresso ai musei): 600€ a persona*
*riduzione a 500 euro fino ad esaurimento posti dedicati, per giovani under 30 e volontari/e del Servizio Civile
Per completare l'iscrizione è necessario:
1. effettuare bonifico di 200 euro come acconto sul conto dell'associazione Buongiorno Bosnia Dobardan Venecija (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. compilare il seguente form
https://forms.gle/ZRSzmc4QUGLzeKKA8
NB. L'iscrizione al viaggio è valida solo ad acconto inviato
ABBIAMO RAGGIUNTO LIMITE ISCRIZIONI
per qualunque altra informazione e approfondimento scrivete a buongiorno.bosnia@gmail.com
Programma (In aggiornamento)
domenica 7 giugno
-Ritrovo e partenza dalla stazione degli autobus di Mestre (lato stazione treni) h 6
-Tappa al memoriale di Jasenovac (HR) h 11
-Arrivo a Belgrado e sistemazione in hotel Belgrade City Hotel h 18.30
lunedì 8 giugno
-incontro con Humanitarian Law Center
-pranzo hotel
-visita al Muzej90 e incontro con Dubravka Stojanovic sui movimenti di protesta degli anni '90 e quelli dell'attualità
-cena libera in centro
martedì 9 giugno
-partenza da Belgrado h 8
-tappa a Valjevo, memoriale anni '40
-tappa a Loznica (o Bijeljina) NN Groblije h 12
-incontro con Zijo Ribić al villaggio di Skočić h 14
-arrivo a Srebrenica, tour App 2.0 e sistemazione in famiglia h 17
-19.30 cena e incontro a cura di Sara Srebrenica
mercoledì 10 giugno
-visita al memoriale di Potočari h 9
-pranzo al sacco
-spostamento verso Osmače h 15
-debriefing e incontro con Muhamed Avdič h17
-cena contadina h 20
giovedì 11 giugno
-incontro con Edin Ikanović (negazionismo) e Nura Begović (Madri di Srebrenica) presso Memoriale di Potočari h 9
-trasferimento verso Tuzla, tappa a Bratunac h 11
-sistemazione e pranzo nella pensione/hotel Kipovi h 13
-incontro con Dragan Bursać (Nazionalismo, identità, antifascismo) h 15
-giro in centro storico h 18
-cena libera
venerdì 12 giugno
-visita presso centro identificazione ICM-PIP h 10
-pranzo in hotel h 12.30
-introduzione sulla Rotta Balcanica h 15
- incontro con Nihad Suljić (associazione Djeluj) e Senad Pirić (giornalista) attivisti e volontari nella prima accoglienza alle persone in movimento e tanto altro... h 15.30
-debriefing finale h 18
-cena libera
sabato 13 giugno
-partenza da Tuzla h 7
- arrivo a Mestre (stazione bus) h 19 circa
Il Humanitarian Law Center (HLC) è un’organizzazione non governativa fondata a Belgrado nel 1992, specializzata nella documentazione sistematica dei crimini di guerra e delle violazioni dei diritti umani nei conflitti della ex-Jugoslavia. Svolge attività di ricerca, raccolta di prove e archiviazione di testimonianze, utilizzate in procedimenti giudiziari nazionali e internazionali. Ha contribuito in modo rilevante all’accertamento delle responsabilità individuali davanti al Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (ICTY). L’HLC promuove inoltre processi di dealing with the past, giustizia transizionale, accountability istituzionale e riconoscimento pubblico delle vittime.
Nataša
Kandić,
sociologa, attivista serba per i diritti umani e fondatrice del
Humanitarian Law Center di Belgrado. È nota per il lavoro
pionieristico nella documentazione e denuncia dei crimini di guerra
nei conflitti della ex-Jugoslavia e per il sostegno alle vittime. È
una figura centrale nella promozione della giustizia transizionale e
nei processi di dealing with the past in ex-Jugoslavia. Il suo
impegno ha spesso suscitato forti opposizioni nel contesto politico
nazionalista serbo.
Dubravka Stojanović, storica, docente all’Università di Belgrado, specializzata in storia contemporanea e storia della Serbia nei secoli XIX e XX. La sua ricerca si concentra su modernizzazione, nazionalismo e costruzione delle élite politiche, con un approccio critico verso le narrazioni nazionaliste dominanti. È una delle principali voci pubbliche in Serbia nel campo della revisione critica della storia e del rapporto tra passato e politica. Ha partecipato attivamente al dibattito sulla responsabilità per le guerre degli anni Novanta e sui processi di giustizia transizionale. Il suo lavoro combina ricerca accademica, intervento pubblico e impegno civico nel campo della cultura storica.
Edin
Ikanović,
giurista, ricercatore e operatore del Memorial Center Srebrenica,
impegnato nella documentazione, educazione e public history sul
genocidio di Srebrenica. Responsabile della redazione del dossier
annuale sul negazionismo del genocidio,
un lavoro di monitoraggio e analisi delle narrazioni negazioniste e
revisioniste nello spazio pubblico e politico.
Nura Begović, attivista bosniaca per i diritti umani e tra le fondatrici dell’associazione delle Madri di Srebrenica, impegnata nella ricerca della verità e della giustizia per le vittime del genocidio del luglio 1995. È attiva nel sostegno ai familiari delle vittime, nei processi di identificazione dei dispersi e nelle iniziative di memoria pubblica. Rappresenta una delle voci più persistenti della società civile bosniaca nel confronto con il passato.
Dragan Bursać, nato nel 1975 a Bihać. Cresciuto a Bosanski Petrovac, sulle pendici del Grmeć. Nel 1994 fu mobilitato “punitivamente” (in quanto non puro serbo) nell’Esercito della Republika Srpska, esperienza di cui scrive apertamente e che ha determinato il suo impegno civile successivo. Scrittore e giornalista, è tra le voci critiche più autorevoli contro i nazionalismi e la continuità ideologica che hanno condotto ai crimini degli anni Novanta e per questo spesso è messo sotto protezione per le minacce legate al suo lavoro di denuncia. Dal 1998 si occupa di giornalismo, ha lavorato, tra gli altri per Radio Banja Luka, BUKA, Radio Sarajevo, ed è editorialista per Al Jazeera Balkans. Nel 2002 si è laureato alla Facoltà di Filosofia di Banja Luka. È professore di filosofia e sociologia. Dal 2021 è membro del PEN Center di Bosnia ed Erzegovina (World Association of Writers). Nel 2018 è 140 stato insignito dell’European Press Prize. Tra i suoi libri PTSP spomenar (Album dei ricordi della sindrome posttraumatica da stress), 2019, Čekajući Dylan Doga u Srebrenici (Aspettando Dylan Dog a Srebrenica), 2022 e Kolumne iz tame regiona (Editoriali dalle tenebre della regione), 2024. Bursać dice di sé, che lui non è cambiato dalla fine degli anni Ottanta. Vive ancora oggi dell’eredità antifascista nella quale è cresciuto. Ma nelle società che hanno tradito sé stesse e hanno compiuto una spericolata acrobazia nazionalista collettiva, trasformandosi da multiculturali in ultranazionaliste, lui viene respinto e disprezzato da coloro che un tempo, almeno a parole, lottavano per le stesse idee. Oppure, come dicono nei film western: in una città dove sono tutti matti e tu resti lucido, dichiareranno pazzo proprio te.
Nihad Suljić, attivista bosniaco per i diritti umani e fondatore della ong Djeluj, con sede a Tuzla. Si occupa fin dal 2018 di fornire quotidiano sostegno alle persone sulla rotta balcanica in transito e stanziali nella sua città e negli ultimi anni si è dedicato del diritto alla verità per i morti e dispersi lungo i confini bosniaci con Croazia e Serbia. La sua opera è riconosciuta in tutti i Paesi balcanici
Extras e info logistiche
|
Pasti:
Musei: |
il trattamento previsto è mezza pensione (pernottamento con colazione più un pasto al giorno compreso nella quota di viaggio). 1 pasto al giorno è a carico dei partecipanti (pasti liberi). Per questioni organizzative alcuni pasti liberi a carico dei partecipanti verranno organizzati/facilitati. Il prezzo di un pasto completo al ristorante in Serbia e Bosnia-Erzegovina è sui 15-20,00€ a testa.
I pasti durante i viaggi in pullman di andata e ritorno ITA-SRB-BiH-ITA sono a carico dei partecipanti (il pullman effettuerà delle soste in autogrill oppure ci si può dotare di lunch-packet per i viaggi in pullman di andata e ritorno).
a Belgrado è prevista l’entrata al Muzej90. Il prezzo dei biglietti è di circa 6,00/7,00 € (in Dinari serbi) a persona.Eventuale ingresso al Museo della Jugoslavia (da verificare) ha costo di 13 euro (in dinari serbi) |
|
Documenti: |
per i cittadini italiani basta carta d’identità valida per l’espatrio [e in buone condizioni!!], preferibilmente carta d’identità elettronica, o il passaporto. Verificare le date di scadenza/validità dei documenti di identità. I tempi di viaggio previsti sia in andata, che al ritorno, potranno subire variazioni in base a quanto tempo si perderà nei controlli alle frontiere (con i documenti elettronici va più veloce). Per eventuali cittadini stranieri: verificare presso la propria Ambasciata i documenti necessari per espatrio e transito in SLO-HR-SRB-BiH. L’organizzazione non si assume responsabilità per problemi dei passeggeri con documenti in cattive condizioni, scaduti o in scadenza non validi per l’espatrio. |
|
Clima: |
continentale [simile al nostro]. Nei giorni precedenti al viaggio verrà fornita una previsione meteo indicativa per attrezzarsi adeguatamente con l’abbigliamento. |
|
Valuta: |
1 Euro vale circa 117 Dinari Serbi [RSD] e il Marco convertibile bosniaco [nome internazionale BAM – in lingua locale KM] vale circa la metà rispetto all’Euro [corso: 1,00 € = 1,958 BAM/KM]. Gli €uro sono accettati quasi ovunque: prevedere di portarsi dietro tagli piccoli max 50,00€. Si trovano senza problemi cambiavalute e bancomat [che erogano valuta locale e le commissioni per i prelievi esteri possono essere onerose, dai 4 euro in su]. Non è scontata la possibilità di pagare ovunque con POS/Bancomat. |
|
Telefono:
Internet: |
la Serbia e la Bosnia-Erzegovina sono fuori dagli accordi europei sul roaming. Si consiglia di informarsi presso il proprio operatore telefonico per una tariffa conveniente. Controllare [staccare] la connessione dati per evitare spiacevoli sorprese all’entrata in Serbia e Bosnia-Erzegovina.
E' molto diffuso e disponibile pressoché ovunque il free Wi-fi [hotel, ristoranti, bar, ecc.]. All’arrivo in Bosnia-Erzegovina verrà consigliato ai partecipanti l’acquisto di una scheda Tourist-internet per avere la portabilità della connessione (costo di una scheda internet locale circa 10,00€). In alternativa valutare le diverse offerte per e-sim. |
|
Cibo: |
la cucina balcanica è prevalentemente a base di carne: segnalare eventuali regimi alimentari veg* oltre a intolleranze alimentari da comunicare agli alberghi e ristoranti per i pasti organizzati. |
|
Pernotti: |
a Belgrado e Tuzla saremo alloggiati in hotel. A Srebrenica saremo alloggiati in famiglia. La biancheria da letto, asciugamani e le colazioni sono comprese. |
|
Dress code: |
nei luoghi sacri islamici e al Memorial Center Srebrenica (parte sacrale), per le donne è richiesto il capo coperto (velo, foulard) e per gli uomini i pantaloni almeno sotto al ginocchio, comunque per tuttə un abbigliamento adeguato |
mercoledì 17 dicembre 2025
Presentazione libro "Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia Erzegovina. Prijedor (1990-1995)
Nell'ambito del trentennale del genocidio di Srebrenica, ricominceremo l'anno nuovo con una iniziativa che, raccontando e facendo memoria di un passato spesso sottaciuto, ci aiuterà a comprendere meglio il presente ed il futuro non solo dei Balcani ma in generale dell'Europa.
Il 9 gennaio alle ore 18.00 presso la Casa del Cinema a Venezia verrà presentato il libro "Nazionalismi e pulizia etnica in Bosnia-Erzegovina. Prijedor (1990-1995)" , in presenza dello storico Simone Malavolti, autore del testo.
Grazie al Circuito Cinema per lo spazio, l'evento è organizzato in collaborazione tra Buongiorno Bosnia, Lungo la rotta balcanica e Viaggiare i Balcani
Vi aspettiamo numerosi in attesa di uscire a breve con le date del viaggio 2026!
lunedì 6 ottobre 2025
Proiezione de "i diari di mio padre" il 15 ottobre
martedì 3 giugno 2025
Proiezione "I diari di mio padre", 19 giugno 2025
domenica 2 marzo 2025
Oltre i muri: storie di comunità divise dai Balcani al Medioriente. Incontro con Christian Elia
In collaborazione con l'associazione Lungo la Rotta Balcanica abbiamo costruito questa iniziativa martedì 18 marzo alla scuola dei Laneri a Venezia.
domenica 2 febbraio 2025
In una settimana di luglio....di 30 anni fa
Programma viaggio 2025
"In una settimana di luglio...di 30 anni fa" si
concretizzava uno dei più atroci massacri avvenuti in territorio europeo
quando le forze serbobosniache comandate dal Generale Ratko Mladić
uccisero più di ottomila uomini e giovani musulmani. Il fatto venne
classificato come genocidio dal Tribunale penale internazionale per l’ex
Jugoslavia (Tpij) e dalla Corte internazionale di giustizia (CIG). Nel
2024 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito l'11 luglio
come Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del
genocidio di Srebrenica del 1995.
Domenica 25 maggio
Lunedì 26 maggio
08:00 Tunel Spaša
10:30 Visita al Museo di storia
13:00 Pranzo organizzato in hotel
14:30 Incontro con BIRN Balkan Investigative Reporting Network
16:30 Visita guidata del centro storico di Sarajevo: dal Ponte Latino,
attraverso la Baščaršija, fino al Fuoco Eterno
20:00 Cena libera in centro storico
Martedì 27 maggio
08:30 Visita alla Vijećnica (focus: mostra sul Tribunale Penale internazionale per la ex Jugoslavia)
Tempo libero e pranzo libero in centro storico
12:30 Partenza in pullman da Sarajevo per Srebrenica
16:00 Arrivo a Srebrenica | Tour app Srebrenica 2.0
17:30 Sistemazione in famiglia
19:30 Cena organizzata c/o associazione Sara Srebrenica
Pranzo libero al sacco
Giovedì 29 maggio
08:00 Partenza in pullman da Srebrenica a Bratunac poi a Skočić
10:00 - 11:30 Skočić, incontro con Zijo Ribić
12:00 Partenza in pullman da Skočić a Bijeljina
13:00 Pranzo libero al sacco
14:00 Visita NN sulla rotta balcanica a Bijeljina
14:45 Partenza da Bijeljina a Tuzla
16:30 Arrivo a Tuzla | Sistemazione c/o Kipovi
19:00 Cena organizzata
20:30 Visita del centro storico di Tuzla
Venerdì 30 maggio
09:30 - 11:00 Visita del Centro di identificazione ICMP PIP
12:30 Pranzo organizzato
14:30 Incontro con gli attivisti sulla rotta balcanica Nihad Suljić, associazione Djeluj, e Senad Pirić, giornalista
16:30 Debriefing finale
20:00 Cena libera in centro storico
Sabato 31 maggio
08:00 Partenza da Tuzla per Mestre
19:00 Arrivo a Mestre Stazione FS
Quota di partecipazione
La quota include sistemazione
per 6 notti mezza pensione, pullman con autista, accompagnamento, contributi per
associazioni locali e testimoni, ticket ingresso per musei (resta
escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti): il costo del viaggio è 500 € a persona, ridotto a 350 € (con contributo dell'associazione Buongiorno Bosnia) per giovani impegnati/e nel periodo di servizio civile
Per l'iscrizione è necessario entro il 30 aprile:
1. effettuare bonifico di 200 euro come acconto sul conto dell'associazione Buongiorno Bosnia (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. compilare il seguente form:
Per altre info scrivere a buongiorno.bosnia@gmail.com
sabato 25 gennaio 2025
Srebrenica 2.0
venerdì 14 giugno 2024
Sosteniamo il nuovo docufilm "io non odio" sulla storia di Zijo Ribic!
E' in corso di realizzazione un nuovo docufilm, dal titolo "Io non odio", sulla storia di Zijo Ribic.
Per la sua realizzazione si stanno raccogliendo contributi economici e anche noi vogliamo fare la nostra parte.
Chi volesse dare un contributo può fare bonifico su conto di Buongiorno Bosnia (IBAN IT07Y0760102000001015785288) indicando nella causale "sostegno docufilm Zijo"
La storia di Zijo in breve è raccontata qui:
https://buongiornobosnia.blogspot.com/p/io-non-odio-di-andrea-rizza.html
Per tutte e tutti quelli che sosteranno con almeno 10€ organizzeremo una proiezione a loro dedicata a Venezia non appena il docufilm sarà distribuito.
giovedì 9 maggio 2024
lunedì 4 marzo 2024
"Under the UN flag": viaggio nei Balcani Occidentali 2024
23/06. Partenza al mattino da Mestre (Ve), tappa presso il campo di concentramento della Seconda Guerra Mondiale a Jasenovac (Hr) e arrivo a Belgrado (Srb)/ pernotto a Belgrado
24/06. Belgrado incontro con la "Fond za humanitarno pravo" (Humanitarian Law Center, si occupa di perseguire i crimini di guerra), visita al Museo della Jugoslavia e alla città / pernotto a Belgrado
25/06. Da Belgrado a Srebrenica (BiH) con tappe a Valjevo, a Bijeljina e al villaggio di Skocić/ incontro con Zijo Ribić/ incontro con Muhamed Advić al villaggio di Osmaće/ pernotto a Srebrenica in famiglia
26/06. Tour app Srebrenica 2.0 / visita guidata al Memoriale di Potočari / / incontro con l'associazione Adopt Srebrenica / pernotto a Srebrenica in famiglia
27/06. Da Srebrenica a Tuzla con tappa a Bratunac / visita al centro di identificazione (ICMP-PIP) di Tuzla/ incontro con Kadefa Muhić, presidentessa Organizzazione famiglie delle vittime e dei combattenti caduti di Srebrenica / visita in centro a Tuzla / pernotto a Tuzla
29/06. Viaggio di ritorno da Tuzla con tappa allo spomenik di Podgarić (Hr). arrivo in tardo pomeriggio/sera a Mestre (Ve).
Quota di partecipazione
La quota include sistemazione per 6 notti mezza pensione, pullman, accompagnamento, contributi per associazioni locali e testimoni, ticket ingresso per musei (resta escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti): 500€/persona. Per volontari/e del Servizio Civile la quota è di 350€/persona.
Per prenotare è necessario:
1. effettuare bonifico di 200 euro come acconto sul conto dell'associazione entro il 15 Maggio (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. completare il seguente form: https://forms.gle/kVjtu56TB1B7bg3e9
Per informazioni: buongiorno.bosnia@gmail.com
mercoledì 26 aprile 2023
“E dopo? Una domanda lunga 30 anni”. Viaggio in Bosnia-Erzegovina, dal 25 giugno al 2 luglio 2023
Programma
Partenza domenica 25.06, partenza da Mestre ore 21.00
Lunedì 26.06
- arrivo a Sarajevo
- visita del centro storico
- visita al War Childhood Museum
Martedì 27.06
- visita del Tunel Spasa / incontro con Adnan Hasanbegović
- visita del Istorijski Muzej
- incontro con Ajna Jusić – Ass.ne Forgotten Children of War
Mercoledì 28.06
- trasferimento in pullman da Sarajevo a Srebrenica
- tour app Srebrenica 2.0 // in pullman
- visita del Memoriale di Srebrenica [Potočari]
Giovedì 29.06
- Osmače / incontro con Muhamed Avdić
- pranzo contadino
- incontro con ass.ne Adopt Srebrenica
Venerdì 30.06
- trasferimento in pullman da Srebrenica a Tuzla
- tappa a cimitero di Bratunac
- tappa a Zvornik con Zijo Ribić
- visita al cento di identificazione (ICMP-PIP)
Sabato 01.07
- visita del centro storico di Tuzla
- incontro con Nihad Suljić
- incontro con Karton Revolucija
Domenica 02.07
- partenza al mattino per rientro in italia
- tappa e visita al campo di Jasenovac
- arrivo alle 21.00 a Mestre
Sistemazione per 6 notti mezza pensione, pullman, accompagnamento, contributi per associazioni locali e testimoni, ticket ingresso per musei: 500€/persona
(escluso un pasto al giorno a carico dei partecipanti)
Per informazioni: Buongiorno.bosnia@gmail.com
Per prenotare è necessario
1. effettuare bonifico di 200euro come acconto sul conto dell'associazione entro il 31 maggio (IBAN: IT07Y0760102000001015785288)
2. inviare copia bonifico a: buongiorno.bosnia@gmail.com
3. completare il seguente form:
https://forms.gle/VbudsHYjrP612L1B9
martedì 5 aprile 2022
giovedì 17 marzo 2022
mercoledì 16 marzo 2022
Proiezione film "Europa", 16 marzo 2022
SINOSSI
Il film racconta la storia di Kamal, giovane
iracheno che intraprende un viaggio a piedi per provare a entrare nel
continente europeo attraverso la rotta balcanica. Per riuscire nella sua
impresa, il ragazzo deve oltrepassare il confine tra Turchia e Bulgaria dove viene
catturato da quelle forze di polizia di frontiera che spesso si alleano alla
criminalità organizzata. Dopo essere riuscito a scappare il giovane si rifugia
in una foresta, e lì la sua vita si trasforma in una lotta per la
sopravvivenza.
Scritto e diretto dal figlio di un immigrato
iracheno e una madre italiana, racconta l'esperienza della migrazione cercando
di farci provare cosa voglia dire affrontare quel viaggio, non in astratto ma
nella concretezza immediata del qui e ora: come succede ogni giorno ai
migranti. Haider Rashid azzera qualunque distanza fra lo spettatore e il suo
protagonista gettandoci dentro un'esperienza immersiva epidermica: sentiamo il
caldo, la fame, la stanchezza, e soprattutto il terrore così come li avverte il
ragazzo ridotto a nutrirsi di bacche e uova trovate per caso, con la suola
delle scarpe tagliata a metà e le ferite inferte dalla natura e dagli uomini. I
nemici compaiono all'improvviso davanti ai suoi e ai nostri occhi, e sono
nemici senza identità, corpi armati senza nome. Anche i cadaveri che incontra
lungo il suo percorso appaiono a sorpresa, costanti memento mori per un ragazzo
che va avanti con la sola forza della disperazione. Forse l'incontro più
straniante rimane quello con una donna che carica il ragazzo in macchina
parlandogli in una lingua sconosciuta e reagisce a lui con un misto di empatia
e di orrore. Cinematograficamente, l'esperienza di Europa ricorda quella di
Garage Olimpo o de Il figlio di Saul: un percorso a ostacoli attraverso un
inferno che percepiamo con tutti i cinque sensi. È quasi un film muto, se si
eccettuano i suoni del respiro affannoso del protagonista e degli spari che
ogni tanto squarciano il silenzio del bosco. Il protagonista risulta credibile
e suscita istantanea empatia, sia per la sua giovane età sia per la condizione
di totale straniamento in cui si trova, che Rashid ci spinge a condividere
attraverso una regia costantemente aderente al momento e appiccicata al suo
personaggio.
“Haider Rashid, il buio oltre il filo
spinato, dove le scelte sono obbligate”
di Luca Mosso,
Cannes, 15.07.2021 Il Manifesto
Le
vicende di un rifugiato lungo la rotta balcanica nel film del cineasta
italo-iracheno, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs
«Soldi!
Ancora soldi o vi rimandiamo indietro!» urlano gli uomini armati. Qualcuno
protesta, altri sono rassegnati. «Ancora tre ore di marcia» rispondono,
contando in fretta il denaro. Lungo il confine turco-bulgaro, di notte, dove la
polizia non vede, uomini e donne irachene cercano di entrare clandestinamente
in Europa. Il pagamento non è risolutivo e, superato uno stretto passaggio, si
scatena l’inferno. Per evitare la violenza dei colpi non si può fare altro che
correre più veloce possibile, cercando riparo nella boscaglia, dietro un
pietrone o in cima a un albero. Ogni pausa nasconde un pericolo, ogni ritardo
un rischio mortale. I migranti corrono come impazziti lungo linee parallele, senza
avere neppure il tempo di scambiarsi uno sguardo. Il nemico è invisibile, ma la
sua presenza incombente. Anche voltarsi può essere fatale, da dietro arrivano
urla, il suono secco delle fucilate, gli schianti dei corpi. Correre è l’unica
cosa da fare.
QUANDO la
luce del giorno rende la situazione più chiara ma non meno angosciosa, Kamal,
che nella prima inquadratura aveva guardato con speranza alla luna, cerca di
nutrirsi e di tamponare le ferite, ma è un breve sollievo. La caccia non è
finita e deve ricominciare a correre. Il bosco è fitto, ma gli uomini armati
sono organizzati, non fanno prigionieri, vogliono uccidere. Il rifugio che
Kamal ha scelto, lungo l’ansa del torrente, si rivela meno sicuro del previsto,
l’uomo con il volto coperto è ormai troppo vicino: correre non è più possibile
e Kamal lo affronta in una lotta disperata. La spunta e può ricominciare a
fuggire, risale una scarpata, raggiunge una strada, vede un’automobile che si
avvicina. La corsa non è finita.
FOCALIZZATO strettamente
sul suo protagonista, Europa trasporta lo spettatore sulla
scena minimizzando le mediazioni. Si vede e si sente quello che Kamal vede e
sente. Nessuna informazione aggiuntiva ci permette di avvantaggiarci nei suoi
confronti e anzi, la condivisione della percezione per tutti i 71 minuti del
film fa sì che l’identificazione con i clandestini sia totalizzante. Se Kamal
non ha alternative alla corsa a perdifiato, chi lo osserva non può staccare lo
sguardo da lui. I primissimi piani con cui il protagonista viene filmato
limitano fortemente la visione d’insieme allo spettatore che non può neppure
ipotizzare soluzioni diverse da quelle adottate da Kamal. L’unica risposta
possibile alla domanda «cosa farei se mi trovassi in quella situazione?» è
quella che offre Kamal. Il dispositivo narrativo organizzato dal regista Haider
Rashid, che negli ultimi anni ha lavorato con il «360» e la “realtà virtuale”,
rende la partecipazione dello spettatore ai destini del protagonista un fatto
strutturale e non ideologico.
Stiamo
dalla parte di Kamal non perché commossi dalla sua condizione o perché convinti
assertori dell’inclusione, ma perché non ci sono altre parti dove stare. E
l’unica che c’è è decisamente scomoda. Europa mostra su un
piano elementare cosa significhi essere posto in una condizione di minorità.
Oggettivamente autoritario ma mai ricattatorio, non indugia in sentimentalismi
e non si preoccupa di trovare ragioni al comportamento delle milizie di
assassini nazionalisti che fanno il tiro a segno con i clandestini: come nel cinema
classico americano, il nemico non ha volto, se non quando diventa cadavere.
Un film
semplice ed efficacissimo, memore di Walter Hill e immerso nelle tecniche
contemporanee dell’audiovisione, un’altra bella scoperta nell’ottima selezione
della Quinzaine des Réalisateurs.
IL COMMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI
“Troppo spesso perdiamo rapidamente memoria
delle tragedie, anche quelle che avvengono alle porte di case. Grande
commozione e empatia al momento in cui accade il disastro, sia esso la presa del
potere da parte dei talebani o il naufragio di una carretta del mare o un
bambino che muore di freddo e di fame e, quando la notizia passa dalla prima
pagina dei giornali a qualche trafiletto in settima o ottava, ci si dimentica
di tutto. I migranti, intanto, continuano a fuggire dalle guerre, dalla
carestia, dalle violenze e sulla loro pelle vivono respingimenti, nuove
violenze, fame, freddo, nessun diritto e nessuna reale pietà. Ricordare, anche
attraverso questo film che già nel titolo ci richiama al rispetto dei principi
che stanno alla base dell’Europa, è un obbligo a cui non possiamo sottrarci”.
(Emergency
Venezia)
“Europa è un verso, una direzione. È la direzione
che spinge persone, famiglie a mettersi in cammino, spesso per ricongiungersi
oggi ad altre persone o pezzi di comunità che si sono spostate con migrazioni in
anni precedenti.
Ma dobbiamo interrogarci non
solo sulle persone che cercano di entrare in Europa ma anche su chi alla fine
ci è arrivato: non dimentichiamo che questo “negare l'altro” non avviene solo
alle frontiere più lontane ma anche a casa nostra, nelle questure dove si
creano delle barriere che sono delle vere e proprie frontiere, dove vengono
respinte non solo le domande di asilo ma proprio le persone che non possono
entrare per presentare la loro richiesta. Queste “frontiere”, questi
“dispositivi” lasciano le persone senza documenti, amministrativamente
irregolari sul nostro territorio e quindi passibili di arresto, di espulsione,
di detenzione con il rischio di ricominciare il giro. Abbiamo visto con i
nostri occhi tante volte tornare indietro persone che vengono respinte a catena
da Italia o Austria verso la Slovenia e poi verso la Croazia e poi di nuovo in
Bosnia o in Serbia. Succede anche dall'Ungheria o dalla Romania verso la
Serbia. Lì dove c’è il famoso muro di Orban - che però non ricopre proprio
tutto il confine - soprattutto lungo i fiumi, si formano le aree di informalità,
a 20 ° sottozero, dove si creano squat e jungle, tendopoli vissute da famiglie
di siriani o di afghani che aspettano il loro turno per cercare di passare al di
là. I racconti che stiamo sentendo, purtroppo da anni e in tutte le varie
frontiere, parlano di pestaggi, respingimenti, ruberie da parte delle polizie.
I campi dove vengono confinati sono campi finanziati dall'Unione Europea dove le
persone sono trattenute in condizioni assolutamente non accettabili.
Parafrasando chi dice che
l’ambientalismo senza critica al capitalismo è giardinaggio potremmo dire che oggi
parlare di migrazioni e di diritti dei migranti senza mettere in discussione il
modello capitalistico (che sopravvive proprio grazie allo sfruttamento di chi
si trova in condizioni di vulnerabilità) è parlare di viaggi dell’Alpitour. Ma
chi oggi si mette in viaggio sono donne e uomini che rischiano le proprie
esistenze.
Perciò come europei abbiamo un
nuovo bisogno di autodeterminarci perché c’è il rischio di cancellare
dall'identità europea alcuni dei valori alla base della sua costituzione, come
l'antifascismo, che ci hanno donato l'Europa in cui viviamo e in cui tutti
crediamo. Una Europa dei diritti per la quale dobbiamo continuare a batterci
tutti”.
(Lungo
la rotta balcanica)
“Dobbiamo essere molto chiari: le
persone che vivono una condizione di vulnerabilità e che stanno alle porte dell’Europa,
ai nostri confini devono essere una nostra priorità. Le loro condizioni di vita
e il loro sacrosanto diritto di poter partire, di poter decidere dove vivere,
dove restare è una libertà di scelta che deve essere la premessa di qualsiasi
nostro ragionamento”.
(Mediterranea
Saving Humans)
“La storia raccontata in
questo film è l’esperienza di una singola persona ma diventa subito universale,
paradigmatica di un contesto più ampio. Come Kamal ci sono migliaia
di persone che cercano di entrare in Europa, ci sono milioni di persone che in
questo mondo sono costrette ad andarsene, a cercare una vita più dignitosa,
costretti a lasciare tutto. La cosa insopportabile è che non possono farlo. Il
film ci costringe a porci la domanda di cosa sia l'Europa, cosa vogliamo che
rappresenti. Ci obbliga a chiederci se sia accettabile chiuderci dentro a
questa “fortezza”, una fortezza assai bizzarra però perché ha delle “porosità”,
la sua frontiera è infatti una membrana osmotica che consente di far passare le
persone quando si ha bisogno di “risorse umane” - braccia non persone - per fa
girare la nostra economia ma che allo stesso tempo sa e può diventare
impenetrabile e impermeabile”.
(SOS
Diritti)
“Il nostro viaggio, come associazione, è iniziato
più di 10 anni fa ed è partito dalla Bosnia Erzegovina, da Sarajevo. È iniziato
nel cuore dell’Europa e da allora tutta la nostra attività e tutta la nostra
riflessione gira attorno ad un unico tema, la “scommessa” che sia possibile
immaginare e lavorare per costruire un mondo senza confini, barriere, un mondo
dove sia possibile una reale e piena convivenza tra diversità. Ecco allora che
l’Europa oggi, parafrasando le parole di Langer, muore o rinasce proprio lungo
le sue frontiere, lì dove si “gioca” oggi la partita più importante per
definire quella che è la nostra identità”.
(Buongiorno
Bosnia)
“Fa impressione rileggere la carta dei diritti
fondamentali dell’Unione Europea alla luce delle immagini di questo film. Fa
impressione perché appare evidente e drammatica la scollatura tra il pensiero e
l’azione, tra i principi enunciati, principi di uguaglianza, di dignità, di
giustizia e le pratiche messo in atto, pratiche di respingimento, di
finanziamento verso regimi autoritari quando non dittatoriali, di esternalizzazione
del controllo delle frontiere che consente di girarci dall’altra parte, di
scaricare colpe e responsabilità su altri. L’Europa ci appare così come un’opera
bellissima ma incompiuta”.
(Il
Villaggio)
“Non possiamo certo dire che la vicenda di
Kamal sia una sorpresa, una novità. Sappiamo, sappiamo tutto di quello che
succede alle frontiere della nostra Europa da molti, troppi anni. Abbiamo
trasformato le migrazioni in una emergenza continua, gestita con allarmismo,
con proclami, usata di volta in volta dalla propaganda politica più per cercare
di ottenere consenso che per volere risolvere o gestire quello che continuiamo
a voler considerare e far rimanere un “problema”. La domanda che ogni volta ci
assale è “cosa possiamo fare?” Perché la nostra inazione, la nostra
indifferenza ci rende di fatto complici. Quello che è certo è che non ci
stancheremo di informarci e informare perché conoscenza e consapevolezza sono
premesse imprescindibili per qualsiasi cambiamento”.
(Gruppo
In-Formazione)
LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA
Dal Preambolo:
I popoli d'Europa, nel creare tra loro
un'unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.
Consapevole del suo patrimonio spirituale e
morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà,
dell'uguaglianza e della solidarietà; essa si basa sul principio
della democrazia e sul principio
dello Stato di diritto.
Pone la persona al centro della sua azione
istituendo la cittadinanza
dell'Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
L'Unione contribuisce alla salvaguardia e
allo sviluppo di questi valori comuni nel rispetto della diversità delle
culture e delle tradizioni dei popoli d'Europa, nonché dell'identità nazionale
degli Stati membri e dell'ordinamento dei loro pubblici poteri a livello
nazionale, regionale e locale; essa si sforza di promuovere uno sviluppo
equilibrato e sostenibile e assicura la libera circolazione delle persone, dei servizi,
delle merci e dei capitali, nonché la libertà di stabilimento.
A tal fine è necessario rafforzare la tutela
dei diritti fondamentali, alla luce dell'evoluzione della società, del
progresso sociale e degli sviluppi scientifici e tecnologici, rendendo tali
diritti più visibili in una Carta.
Scarica e leggi l’intera Carta: https://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf
BIBLIOGRAFIA
· “Conversazioni
in alto mare” di Marco Aime (Autore), Riccardo Gatti, Elèuthera 2021
· “Salvarsi
insieme. Storia di una barca a vela sulla rotta dell'umanità” di Alessandra
Sciurba, Ponte alle Grazie 2020
· “Bosnia:
l'ultima frontiera. Racconti dalla rotta balcanica” di Gabriele Proglio, Eris 2020
· “Io sono
confine” di Shahram Khosravi, Elèuthera 2019
· “Io
Khaled vendo uomini e sono innocente” di Francesca Mannocchi, Einaudi 2019
· “Noi
migranti: Per una poetica della relazione” di Paola Gandolfi, Castelvecchi 2018
· “Lungo
la rotta balcanica: Viaggio nella Storia dell’Umanità del nostro tempo” di Anna
Clementi e Diego Saccora, Infinito Edizione, 2016
· “La
frontiera” di Alessandro Leogrande, Feltrinelli 2017
I
dossier a cura della rete RiVolti ai Balcani
· “La
rotta balcanica. I migranti senza diritti nel cuore dell’Europa”
· “Bosnia
ed Erzegovina, la mancata accoglienza. Dall’emergenza artificiale ai campi di
confinamento finanziati dall’Unione europea”
· “Lipa,
il campo dove fallisce l'Europa”
>> I dossier sono
scaricabili gratuitamente al link: https://www.rivoltiaibalcani.org/







%20ore%2018.30%20e%20ore%2020.30.png)


